S182_ex Gruppo Rionale Xxvi Settembre
SCHEDE IDENTIFICATIVE CON DECRETI DI DICHIARAZIONE DI INTERESSE
Decreto Lgs. 22 gennaio 2004 n. 42 o Legge 22 aprile 1941 n. 633
Comune
Località
Classe Vincolo
Tipo Vincolo
N° Tutela
MODENA
MONUMENTALE
Verifica d'interesse
S182
Denominazione
Altra/e denominazione/i
Ex gruppo Rionale XXVI Settembre
Ubicazione
Giardino di interesse
Viale Storchi, 2
storico testimoniale
Individuazione catastale
Foglio:
124
Mappale: 76-77
presente nel Decreto
Individuazione catastale
Foglio:
124
Mappale: 76-77
a Febbraio 2006
C.S. / Z.E. / Extra Urbana
Legge 364/1909 art. 5
Z.E. 1102
Legge 1089/39 artt. 1-3
Legge 1089/39 art. 4
Legge 1089/39 art. 21
Legge 1089/39 art. 71
L. 1089/39 e Cod. Civ. art. 822
Legge 633/1941 art. 20
Decreto Lgs. 490/99 artt. 2-6
Decreto Lgs. 490/99 art. 5
Decreto Lgs. 490/99 art. 49
Decreto Lgs. 42/2004 artt. 10-13
Decreto Lgs. 42/2004 artt. 10-12
Decreto Lgs. 42/2004 art. 45
06/11/2008
Osservazioni:
Note:
Tutela a seguito della "verifica dell'interesse culturale del patrimonio immobiliare pubblico" ai sensi dell'art. 12 del D.lgs 42/04
e del D.M. del 6 febbraio 2004, inoltrata dall'Agenzia del Demanio - filiale dell'Emilia Romagna.
Informazioni Storiche:
Proprietà:
Vedi Relazione Storica presente nel Decreto.
Pubblica
SCHEDE IDENTIFICATIVE CON DECRETI DI DICHIARAZIONE DI INTERESSE
Decreto Lgs. 22 gennaio n. 42 o Legge 22 aprile 1941 n. 633
Comune
Località
Classe Vincolo
Tipo Vincolo
N° Tutela
MODENA
MONUMENTALE
Verifica d'interesse
S182
Denominazione
Altra/e denominazione/i
Ex gruppo Rionale XXVI Settembre
Relazione Storica presente nel Decreto di Tutela:
Il complesso in esame è ubicato nelle immediate vicinanze di P.le S.Agostino, la cui Porta, nella cerchia delle mura, alla fine
del XIX sec., rappresentava il limite occidentale del centro storico di Modena e, al tempo stesso, il punto di collegamento tra la
città e la campagna circostante. La costruzione di V.le Storchi, che univa l'attuale P.le S.Agostino alla strada di S.Cataldo, è
ultimata nel 1886 ma il vero e proprio sviluppo edilizio della zona comincia solo nei primi anni del XX sec. quando, per la
vicinanza con l'Ippodromo, si decide di costruire alcune scuderie per l'allevamento dei cavalli da corsa. La Signora Fanelli,
proprietaria di alcuni appezzamenti di terreno, è una delle promotrici dell'iniziativa, ma alcuni anni dopo, a causa di impreviste
ristrettezze finanziarie, è costretta a rivendere la terra al Comune e a ritirarsi dal progetto, che si concretizza solo nel 1913,
grazie al sig. Barbena. Nel 1920, il Comune di Modena decide di ridisegnare P.zza S.Agostino e, per i nuovi tracciati stradali,
ridimensiona il perimetro delle attigue scuderie. Queste sono in muratura faccia a vista, di forma rettangolare, a due piani, con
un'ampia corte interna e quattro ingressi, uno dei quali, quello sud-est, era caratterizzato da una copertura a falda che
permetteva l'utilizzo di un terzo piano. Nel 1934, il complesso delle Scuderie Barbetta è trasformato nel "Gruppo Rionale
Fascista", dedicato alla memoria degli aderenti al Fascio morti nei sanguinosi scontri avvenuti a Modena il 26 settembre 1921,
e realizzato su progetto di Mario Guerzoni. L'architetto, dopo gli studi al Politecnico di Milano a partire dal 1904, comincia
subito l'attività di progettista affiancando il Prof. Pinciroli nella realizzazione di complessi sanitari ed istituti scolastici. Durante
la I Guerra Mondiale, Guerzoni, in qualità di tenente del Genio, realizza un gran numero di progetti militari (conservati presso il
Museo del Genio all'interno dell'Altare della Patria a Roma) affinando la sua competenza nel cemento armato e
distinguendosi, nello stesso tempo, per la velocità di elaborazione e per la perizia tecnica. Tornato a Modena alla fine delle
ostilità, l'architetto inizia una notevole carriera, con commissioni importanti in città (es: restauro Palazzo Comunale e Palazzo
Congregazionale) ed in provincia (Monumento ai Caduti di Concordia, Cassa di Risparmio di Mirandola e lo stabilimento
vinicolo "Parma" a Carpi), oltre a numerose residenze private. Alla fine degli anni '20, Guerzoni comincia a lavorare per il
Partito Fascista: i primi esempi, caratterizzati da volumi semplici e superfici lisce, sono la Villa del senatore Bertesi a Carpi e
la "Caserma Mussolini" a Mirandola. L'estrema versatilità progettuale dell'architetto si evidenzia negli anni '30 con il sanatorio
del Dott. Nobili presso Pavullo e quello denominato "Selva dei Pini" a Lama Mocogno. Guerzoni introduce quelli che
diventeranno gli elementi distintivi dell'architettura razionalista del Ventennio, la torretta, le finestre a nastro, nel Gruppo
Rionale "D. Sinigaglia" del 1933, caratterizzato all'interno da una perfetta simmetria e da un ordine rigoroso fra i percorsi
orizzontali e la disposizione degli ambienti. E', però, nel "Gruppo Rionale XXVI Settembre" in oggetto, che questi elementi
raggiungono la loro massima espressione. La struttura originaria dell'edificio è, come già detto, la Scuderia Barbetta, ma
l'arch. Guerzoni la rinnova con l'introduzione della torre d'angolo, la cui altezza, accentuata da finestre a nastro verticali, si
contrappone all'orizzontalità del corpo principale, evidenziata dalle finestrature a fascia, composta da aperture vetrate
intervallate da un setto di muratura rivestito di cotto. L'orizzontalità del fronte sud-ovest è interrotta dal portale segnato da due
pilastri arrotondati, che inquadrano l'ingresso, sormontato da una pensilina e, soprattutto, dal forte segno verticale della torre
all'estrema destra in muratura faccia a vista, a copertura piana, segnata a nord-ovest da un nastro verticale di vetro con intarsi
geometrici al lati. Alla base della torre, una composizione circolare di cemento, formata da pilastri sottolineati da una fascia,
sminuisce l'importanza dell'angolo, collegando direttamente i prospetti sud-ovest e sud-est. Quest'ultimo, ottenuto
ricomponendo la facciata della preesistente scuderia, è caratterizzato da tre grandi vetrate verticali; quasi una versione
stilizzata dell’ordine gigante classico. Il fronte nord-ovest, di dimensioni ridotte rispetto a quello su Viale Storchi, è
movimentato da un progressivo arretramento dei volumi, disposti in modo da formare una piccola corte, con evidente
riferimento al movimento "De Stijl". L'ambiente più importante dell'edificio è l'ampio salone, ritmato da giganteschi pilastri
arrotondati addossati alle pareti più lunghe, intorno al quale si distribuiscono tutti gli altri locali (destinati ad attività per il tempo
libero, dal gioco allo sport, ospitano anche un asilo infantile e un albergo diurno), in un'elegante composizione geometrica che
ricorda lo stile di Wagner. L'altezza del salone, rispetto alle ali laterali, è evidenziata anche all'esterno: l'ampio vano è
utilizzato come palestra e, saltuariamente, come salone per le feste o cinema. L'eleganza compositiva e le proporzioni
dell'edificio sono state alterate da una serie di interventi: nel 1938, è addossato al prospetto sud-est un edificio postale, di
forma semicircolare e dal tetto piano per coerenza stilistica (progettato dall'Ing. Ruggero Guerzoni). La stanza resa cieca da
questa nuova struttura, è sopraelevata per prendere luce dal lato nord-est e destinata a servizi igienici. Dopo la II guerra
mondiale, il complesso diventa proprietà demaniale e, dato in uso alla Provincia, muta la destinazione ospitando la Scuola
d'Avviamento Professionale "Fermo Corni", il cui edificio è andato distrutto durante il conflitto. Tutte le coperture piane sono
sostituite da tetti a falda con struttura in legno e marsigliesi che hanno completamente alterato le proporzioni originali del
"Gruppo Rionale XXVI Settembre". Il grande salone è stato privato delle tonti luminose su Viale Storchi, diventando un luogo
di transito senza alcuna funzione specifica, mentre gli ambienti a piano terra sono stati sventrati per creare spazi più adatti
alla nuova funzione didattica. Nel 1953 il Comune di Modena concede l'autorizzazione alla "Carburanti Esso" di costruire sotto
la torre, alcuni locali per vendita, magazzino ed autolavaggio chiudendo, per mezzo di vetrate, lo spazio fra un pilastro e l'altro
e, sovrapponendo a questo nuovo volume una copertura piana. L'ingresso sotto la torre è, pertanto, completamente
modificato: lo spazio rettangolare diventa un’approssimativa area semicircolare, e la scala d'accesso è ridotta a causa del
rinforzo ai muri portanti della torre, forse per motivi statici. Per qualche anno, dal 1978 al 1986, in alcuni locali ha sede
l'Associazione Astrofili G.B.Amici, mentre dal 1990, subentra nel rapporto di concessione, il Comune di Modena che, cinque
anni dopo, lo riconsegna definitivamente al Demanio che l'ha dato in uso all'Università degli Studi di Modena e di Reggio
Emilia e la Fondazione "Marco Biagi". Nonostante gli interventi di ristrutturazione (più massiccia all'interno per adeguare i
locali alla nuova destinazione d'uso) e restauro fra il 2004 ed il 2006, l'Ex Gruppo Rionale XXVI Sett. conserva ancora quelle
peculiarità strutturali tipiche dell'architettura razionalista del Ventennio, di cui Mario Guerzoni è uno dei progettisti più in vista.