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SUSAN PETRILLI
AUGUSTO PONZIO
LA RAFFIGURAZIONE
LETTERARIA
Mimesis
i cabiri
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© 2006 - Associazione Culturale Mimesis
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In copertina: Luciano Ponzio, Il Senso fugge (particolare),
cm 24,5 x 10,5, inchiostri, pigmenti e acquerelli su carta, 2005.
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INDICE
PRESENTAZIONE
p. 9
I. CONTRASSEGNI
1. Grammatica del linguaggio letterario
p. 13
– Prologo
p. 13
– Il tacere
p. 15
– La morte e la passione per l’indifferenza
p. 20
– L’infunzionalità e la solitudine
p. 32
– Il viaggio
p. 36
– La partenza
p. 39
– La seduzione
p. 42
– La riscrittura
p. 47
– Il ritorno
p. 49
– La superficie
p. 52
2. Laboratorio di lettura semiotica:
tre pagine di romanzo
p. 55
– Da Svevo, Senilità: la pagina iniziale
p. 58
– Da Pirandello, Uno, nessuno e centomila:
la pagina finale
p. 71
– Da Elsa Morante, La Storia: “il mondo
di Useppe”
p. 84
3. Raffigurazione, rappresentazione e polifonia
nel romanzo e nel teatro
p. 95
– La rappresentazione e la buona resa
della raffigurazione
p. 95
– La raffigurazione della scrittura letteraria
p. 98
– Alterità, dialogicità, polifonia
p. 102
– La scrittura e la voce. Dialogo e intercorporeità
p. 107
– Il dialogo nel romanzo e nel teatro
p. 114
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4. Autore, ideologia e riproduzione sociale
p. 121
– La riproduzione sociale come “principio
di tutte le cose”
p. 121
– La possibilità dell’eccedenza
p. 123
– Un primo livello della significatività
p. 125
– Un secondo livello della significatività
p. 127
– Eccedenza dello scrittore e autore-persona
p. 128
– Produzione linguistica e produzione materiale
p. 130
II. TRASPOSIZIONI
1. Il viaggio Sterne-Foscolo. Ricostruzione
di un percorso di scrittura
p. 135
– Scrittura letteraria come riscrittura
p. 135
– Itinerari e metamorfosi della scrittura
p. 137
– Tracce lasciate dallo scrittore
p. 140
– Dalla lettera d’amore alla scrittura letteraria
p. 142
2. La metempsicosi del testo e la corsa
della tartaruga. Borges e la traduzione
p. 149
– Originale e traduzione
p. 149
– Il vantaggio della tartaruga
p. 151
– Menard e il paradosso del traduttore
p. 154
– Traduzione e metempsicosi del testo
p. 157
– Lettura e metempsicosi del testo
p. 162
– Paradosso della traduzione e paradosso del testo
p. 163
– Iconicità e traduzione
p. 165
3. Letterarietà filmica e romanzo: Forrest Gump
p. 169
– Il testo filmico
p. 169
– La leggerezza del raccontare
p. 171
– Il raccontare come ascolto e ospitalità
p. 173
– Il testo del romanzo e l’ovvio
della significazione
p. 174
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– L’angolo retto della significazione e l’angolo
ottuso della significanza
p. 177
– Tre figure femminili. La madre, la ragazza
e Forrest
p. 180
– Il “senso materno” di Forrest
e il propriamente umano
p. 183
4. Oraliture e trascrizione del cibo. Le Fiabe italiane
di Italo Calvino
p. 185
– L’ospitalità della scrittura-oraliture
p. 185
– Il senso dell’oraliture
p. 187
– Narrazione del cibo, specialità
e interculturalismo
p. 189
– Intrattenere narrando e imbandire
p. 196
– Voler bene come il sale. Cibo e fiabe nella rete
dei segni
p. 198
5. Memorie aborigene tra racconto e ri-scrittura
p. 201
– Il “tempo del sogno” o dell’inizio del mondo
p. 201
– Quattro narratori. La scrittura-oraliture
di Sally Morgan
p. 204
– Raccontare, ricordare, tra-scrivere
p. 205
– Dire il silenzio dell’ordine del discorso.
La differenza non detta
p. 207
– Trasformazioni nella storia. I testimoni,
i loro corpi
p. 210
– Scrittura tra trascrizione e tra-scrittura
p. 213
– Il tempo grande del sentire
p. 215
– Quando la risposta all’ospitalità è il genocidio
p. 217
– Stranieri alla propria lingua
p. 219
– Scrittura-oraliture e creazione di nuovi
mondi possibili
p. 221
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6. Rendere leggibile l’illeggibile: la raffigurazione
della realtà in Petrolio di Pasolini
p. 227
– Sono uno scrittore
p. 227
– Una estremamente partecipe solitudine
p. 229
– Il romanzo dell’ossessione dell’identità
e della sua frantumazione
p. 241
7. Il “Neutro” e la scrittura letteraria
p. 253
– Alcune trasposizioni
p. 253
– Il Neutro in Blanchot e Lévinas
p. 255
– Il Neutro e il grado zero della scrittura
p. 261
– La trascrizione della memoria e la scrittura
del ricordare
p. 262
– Aporie del Neutro
p. 266
– Il Neutro e l’altro
p. 268
– Il diritto all’improduttività. Il silenzio e il tacere
p. 269
– La lingua assertiva e la falsa scrittura
L’arroganza dell’Occidente
p. 271
– Sostituire la metafora al concetto: scrivere
p. 273
– Il Neutro di Barthes e l’ârve di Artaud
p. 276
RIFERIMENTI BIBLIOGRAFICI
p. 279
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PRESENTAZIONE
Questo libro caratterizza la scrittura letteraria in termini
di raffigurazione in contrapposizione al mondo della rap-
presentazione, della riproduzione del Medesimo, della ma-
nutenzione dell’Identità. E lo fa articolandosi in due parti.
Nella prima cerca di individuare i contrassegni del testo
letterario, ciò che ne costituisce la specificità, ciò che lo
rende somigliante al testo di scrittura letteraria e al testo di
un determinato genere letterario, e al tempo stesso differente,
anzi singolare, sì da conferirgli, proprio per la sua unicità ed
eccezionalità, valore letterario. Con questo intento, questa
parte delinea una “grammatica” del linguaggio letterario,
descrivendo le figure o i luoghi (al tempo stesso, non luoghi
comuni) caratteristici della scrittura letteraria.
Inoltre nella prima parte si considera la questione della
lettura del testo letterario, della lettura che sia appunto del
testo considerato per quello che esso vuol essere e quale
vuol essere letto, cioè appunto come testo letterario.
Nella tematica di questa prima parte, rientra anche l’ana-
lisi della differenza di raffigurazione tra testi appartenenti a
differenti generi letterari – in particolare, anche a titolo e-
semplificativo, tra il genere romanzo e i generi teatrali – ed
anche la questione del rapporto tra lo scrittore e la realtà
storico-sociale di cui fa parte, la sua contemporaneità.
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Nella seconda parte, lo studio si rivolge alle trasposizioni
della scrittura letteraria, vale a dire ai vitali processi inter-re-
lazionali del testo letterario, che riguardano il rapporto tra
testi, il rapporto tra generi del discorso ordinario e generi
letterari, tra testo “originale” e testo tradotto, tra generi let-
terari e altri generi artistici – soprattutto quelli in grado di
realizzare, anch’essi con mezzi differenti, la letterarietà, co-
me il cinema, “il cinema di poesia” –, tra racconto orale e
narrazione scritta, tra la leggibilità del reale che la realtà
stessa, in quanto tale, ci impone, e la leggibilità del reale da
parte del testo letterario; e infine tra scrittura letteraria, ca-
pace di ripartire dal grado zero, e vita.
Quest’ultimo è il delicato e difficile processo di trasposi-
zione della scrittura nella “vita”, come possibilità di “vita
nuova”, come possibilità di uscita dalla rappresentazione e
dalla ordinaria manutenzione dell’Identico. Che è ciò che la
scrittura letteraria può “avere a suo attivo”. Ed è per questo
che da tempo ce ne interessiamo*.
Bari, 29 agosto 2005
Augusto Ponzio
*
Scritti di Susan Petrilli: I.3, II.2, II.3, II.4, II.5.
Scritti di Augusto Ponzio: I.1, I.2, I.4, II.1, II.6, II.7.
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