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I Ferri Del Mestiere

I ferri del mestiere
Roberta Anderson (www.proz.com/pro/12527) e Maurizio Valente (www.mauriziovalente.com)

Premessa
La presente rassegna dell'evoluzione tecnologica non ha la pretesa di essere completa. Inoltre
le soluzioni descritte non sono le uniche possibili e gli autori ammettono francamente di non
essere obiettivi. Ciononostante si confida che questo articolo possa offrire degli spunti per chi
desideri intraprendere studi più approfonditi.
Introduzione
Nel corso dell'ultimo ventennio l'informatica ha trasformato radicalmente il modo di lavorare del
traduttore.
Nel 1985 molti colleghi utilizzavano una macchina da scrivere, magari elettronica, un telefax e
dei dizionari cartacei. Alcuni però disponevano già di un PC IBM 8086, di una stampante ad
aghi dal suono lancinante, e di elaboratori di testi trogloditici1. Il lavoro finito veniva stampato e
portato materialmente in agenzia (o inviato via fax). A quell'epoca era normale conoscere di
persona i propri clienti.
Qualche anno dopo facevano la loro comparsa i primi modem2. La trasmissione non avveniva
ancora tramite Internet, ma chiamando direttamente il numero dell'agenzia, previ accordi
telefonici. Inoltre Word for DOS assicurava già una rudimentale funzionalità WYSIWYG.
La diffusione di Internet avviene verso la fine degli anni Novanta (almeno in Italia). Diventa
normale leggere la posta dall'Estremo Oriente dopo aver acceso la mattina il PC, e ricevere
messaggi dagli USA ecc. dalle 14 in poi. Le ricerche su Internet di glossari e documenti vari
divengono complementari alla consultazione dei dizionari, che ora sono disponibili anche su
CD-ROM e permettono quindi di eseguire ricerche complesse, con caratteri jolly e algebra di
Boole.

Situazione odierna
Il traduttore deve continuamente ampliare le proprie conoscenze tecniche onde gestire
correttamente i propri strumenti di lavoro (hardware e software) e far fronte alle richieste di
clienti e agenzie per la traduzione di documenti in svariati formati. Non è più sufficiente essere
un bravo traduttore dal punto di vista linguistico e specialistico; il freelance di successo deve
ormai essere anche un utente molto competente del software.

Formato del documento di origine
Oltre al tradizionale documento in Word, il traduttore deve saper gestire documenti in formato
Microsoft Excel e Microsoft PowerPoint. Inoltre sempre più spesso l'originale viene fornito sotto
forma di file PDF. In alcuni casi il documento di partenza è stato realizzato con un programma di
impaginazione quale QuarkXPress o Adobe FrameMaker; in questi casi il traduttore riceve
probabilmente un documento di testo (.doc o .rtf) contenente i tag di formattazione, cioè codici
che consentono la reimportazione e formattazione nel formato di origine. La traduzione dei siti
Web e la localizzazione del software impongono l'uso di software speciali, tra cui gli ormai
indispensabili strumenti CAT (come Trados, DéjaVu, SDLX).


1 Vedi Easy Writer di IBM, scritto in linguaggio BASIC, e Wordstar; entrambi privi di funzionalità WYSIWYG.
2 Da 1200 bps, quasi 50 volte più lenti di un odierno modem per linea commutata, per non parlare delle connessioni
ADSL. Essi venivano utilizzati “clandestinamente”, perché altrimenti la SIP (così si chiamava allora Telecom) avrebbe
imposto il suo modem da 300 bps.

1) Originale in formato PDF
Il formato PDF è nato come equivalente digitale del formato cartaceo finale; non è quindi di per
sé un formato modificabile e dal punto di vista del traduttore equivale più o meno al ricevere un
originale cartaceo. La prima cosa da chiarire con il cliente è se questi richiede solo la traduzione
del testo o anche la riproduzione del layout originale.

Nel primo caso, dal PDF si può estrarre il testo e procedere alla sua traduzione con un normale
elaboratore di testi. I metodi di estrazione del testo sono descritti di seguito. Anche se la
formattazione di base del testo viene mantenuta, è bene tenere presente che potrebbero
esserci differenze visive dovute all’uso di font non disponibili sul proprio sistema.

Nel secondo caso è invece opportuno richiedere i file originali (compreso immagini e font usati),
che saranno probabilmente in un formato quale QuarkXPress, Adobe PageMaker, Adobe
FrameMaker, Adobe InDesign, oppure un formato grafico (frequente nel caso di brochure) come
Macromedia FreeHand o Adobe Illustrator.

N.B.
: il cliente che fornisce un file PDF e richiede la traduzione secondo il layout originale,

probabilmente non ha un proprio reparto di grafica/DTP al suo interno e userà il file del

traduttore come file finale, pronto per la stampa. Questo lavoro va quindi

considerato come lavoro di traduzione + impaginazione e trattato come tale sia ai fini di

preventivo di tariffe e tempi, sia per valutare la propria competenza prima di accettare
l’incarico.
Metodi per l’estrazione del testo da documenti PDF
a) Copia e incolla
È il metodo più semplice, ma ogni riga viene delimitata con un fine paragrafo e l'ordine del testo
potrebbe non coincidere con quello del file originale. Occorre ricucire manualmente le righe di
ciascun paragrafo, eliminare i segni di sillabazione e spostare i paragrafi in modo da ripristinare
l'ordine originale.

b) Salva con nome, da Adobe Acrobat
Il comando Salva con nome di Adobe Acrobat permette di salvare il file PDF in vari formati, tra
cui .doc e .rtf. A seconda dell’origine del PDF stesso, il testo così esportato potrebbe presentare
la corretta suddivisione in paragrafi, oppure le stesse limitazioni del testo estratto con il “copia e
incolla” (fine paragrafo alla fine di ogni riga)

c) Esportazione tramite plug-in (freeware, shareware e a pagamento)
Esiste una miriade di moduli per la conversione da PDF a testo, anche gratuiti3.
Due plug-in interessanti sono BCL Drake e Gemini Export. Presentano in genere l’opzione di
mantenere l'ordine del testo (tramite l’uso di caselle di testo), le figure e le tabelle. È bene fare
alcune prove con impostazioni diverse, per ottenere il risultato più adatto al singolo caso. Una
ricca fonte di informazioni sul mondo PDF è www.pdfzone.com, con descrizione dei vari plug-in
disponibili e articoli su particolari tematiche.

c) Programmi OCR (come Abbyy Fine Reader e ScanSoft OmniPage):
Questi programmi hanno notevoli vantaggi:
• mantengono l'ordine del testo del file originale;
• consentono di convertire anche documenti protetti;
• in casi di layout semplici, in abbinamento con Adobe Acrobat, consentono di realizzare
un PDF identico all'originale.
Presentano però due svantaggi: la lentezza e la possibilità di errori di riconoscimento del testo.


3 Esempi: PDFCreator di SourceForge.net, DocuCom PDF, Driver Pdf995.



2) Documento di testo con tag proveniente da QuarkXpress, PageMaker o InDesign
La maggior parte dei prodotti CAT (come Trados, DéjaVu, SDLX) permette di lavorare sul testo
esportato con tag di formattazione di questi impaginatori. InDesign, il più recente tra i
programmi di impaginazione, è supportato solo dalle più recenti versioni di CAT.
Nel caso di testo con tag, occorre prestare particolare attenzione a non cancellare o collocare in
posizione errata i tag (da cui dipende la formattazione dell’impaginato finale). Un errore tipico è
il seguente:
Testo lingua di origine (DejaVu):
{1}In order to start {2}{3}Nome del programma{4}{5}, double-click the desktop's {variable}
icon.
Traduzione con trasposizione dei tag:
{1}Per avviare {2}{3}{4}Nome del programma{5}, fare doppio clic {variable} sull'icona del
desktop.
Risultato:
Per avviare <>, fare doppio clic [Nome dell'icona] sull'icona del desktop.
È quindi importante fare riferimento al PDF originale al fine di capire meglio il ruolo dei vari tag.

Anche se la traduzione è impeccabile, il documento tradotto finale potrebbe contenere errori di
sillabazione (se nell’impaginatore non è stato impostato il dizionario di sillabazione corretto).
Oppure si possono riscontrare problemi a livello di adattamento del testo (copyfitting) se il
numero di caratteri nella lingua di arrivo è superiore a quello della lingua di partenza. Dopo la
fase di impaginazione è bene proporre al cliente una fase di revisione linguistica
dell’impaginato, per individuare e ovviare tempestivamente a errori simili. La revisione può
essere fatta direttamente sul PDF fornito dal cliente, grazie agli specifici strumenti di
annotazione di Adobe Acrobat.

3) FrameMaker
I file FrameMaker sono tipicamente usati per la manualistica e in genere il traduttore riceve
questi file in formato .mif, pronti per essere elaborati con CAT. Raramente gli viene chiesto di
lavorare direttamente sui file FrameMaker stessi. La conversione da formato .fm (formato nativo
di FrameMaker) al formato .mif deve essere eseguita in FrameMaker.

Percorso:
Importazione in DéjaVu/SDLX > Traduzione > Esportazione in file mif.
Oppure:
Conversione in formato RTF con Trados S-Tagger > traduzione in Trados > controllo e
riparazione dei tag

4) Traduzione direttamente sull’impaginato (InDesign, FreeHand, Illustrator)
In alcuni casi (documenti isolati che non richiedono l’uso di un CAT o con impaginazione
particolarmente complessa), può risultare più comodo lavorare direttamente nell’impaginato,
senza ricorrere all’esportazione del testo. In questi casi il traduttore deve procedere con
particolare cautela, accertandosi di essere in grado di gestire in modo competente lo strumento
di grafica richiesto. Si tratta in questo caso di un lavoro di traduzione + impaginazione; non si
deve cadere nell’errore di sottovalutare il tempo necessario per la componente “impaginazione”.
Il file tradotto consegnato dal traduttore verrà usato per la stampa finale ed eventuali errori
potrebbero risultare particolarmente onerosi per il cliente.


Consultazione di più dizionari su CD
I dizionari su CD sono indubbiamente molto pratici e la loro consultazione è in genere
relativamente rapida. Il traduttore ha spesso bisogno di consultare più dizionari (uno generico e
almeno un paio di dizionari specializzati).
Anche disponendo di un PC con due CD drive, è utile creare dei CD virtuali con Virtual CD,
Clone CD o altro software simile. I dischi rigidi (interni o esterni) hanno ormai capacità notevoli e
consentono di creare più CD virtuali. Tuttavia le protezioni antipirateria adottate dalle Case
editrici sono un ostacolo, talora insormontabile.

Strumenti CAT
Benché ogni applicazione CAT (Computer Aided Translation) funzioni in modo diverso, esse
presentano alcune caratteristiche comuni.

Segmentazione (automatica). I file originari vengono suddivisi in segmenti in base a una serie di
regole (con relative eccezioni), ad esempio dopo i segni di interpunzione (punto, punto
interrogativo o esclamativo, due punti, punto e virgola) purché seguito da uno spazio e sempre
che il carattere successivo non sia minuscolo. Tali regole, sebbene intuitivamente logiche, non
sono infallibili (ad esempio, la frase “Dr. Smith said that …” viene spezzata in “Dr. “ e “ Smith
said that …”). A ciò si rimedia manualmente, mediante la funzione di unione dei segmenti.

Analisi (automatica). Permette di ricavare informazioni sulla ripetitività di uno o più documenti.
Tali dati vengono di solito utilizzati dalle agenzie per stabilire l'importo da corrispondere al
traduttore. Le tariffe sono in genere a scaglione, nel senso che a una determinata percentuale
di ripetitività corrisponde una determinata tariffa.

Propagazione. Una caratteristica di cui solo alcuni CAT sono dotati. Si traduce un determinato
segmento e si propaga la traduzione a tutte le frasi identiche. Quando si modifica la traduzione
del segmento-madre, la nuova traduzione viene propagata automaticamente a tutti i segmenti
uguali.

Translation memory (TM). Un database in cui vengono memorizzate tutte le translation unit
(TU), cioè i segmenti tradotti.

Terminology database. Un database in cui vengono memorizzati singoli termini o espressioni
(ma non necessariamente un’intera TU).

Ricerca con logica fuzzy. Possibilità di cercare in una TM i segmenti simili ma non identici a
quello selezionato (i cosiddetti “non-100% match”, o “fuzzy match”). La percentuale di fuzziness,
parametro definibile dall'utente, permette di stabilire il grado di corrispondenza con l’originale.

A parte queste caratteristiche, i CAT possono essere classificati in due categorie: tool diretti e
tool indiretti.
Trados e Wordfast rientrano nella prima categoria: la traduzione viene effettuata direttamente
nell'applicazione (perlomeno quando l'applicazione è MS Word).
Per contro, DejaVu e SDLX hanno un'interfaccia propria, a colonne e righe (Fig. 1). I documenti
originari vengono importati, tradotti e poi riesportati nel formato di partenza.

Il CAT migliore?
Trados è leader di mercato ed è stato adottato dall'Unione Europea. Ciò malgrado non sia il
migliore e nonostante la sua politica commerciale, per così dire, molto venale (vedi aggiorna-
menti e assistenza tecnica a pagamento).

L'analisi dettagliata dei vantaggi e degli svantaggi dei vari CAT è un argomento troppo
complesso per essere affrontato in questa sede. Interessanti a questo proposito, sebbene

parziali e soggettivi, i confronti effettuati in www.geocities.com/fmourisso/CAT.htm e
www.proz.com/?sp=cat/compare. Anche nel sito di Wordfast (www.wordfast.net/index.php?
whichpage=compare&lang=engb) viene effettuato un confronto fra tre applicativi CAT.



Fig. 1. Interfaccia di DejaVu v. 3 (sono state sbiancate le parti che consentirebbero di
identificare il cliente).

Per poter fare fronte alle esigenze dei clienti, è bene che un traduttore sappia utilizzare e sia
dotato di più di uno strumento CAT.
Se non si è vincolati da particolari esigenze del cliente all’uso di uno specifico strumento CAT, è
possibile elaborare i file forniti con il proprio CAT di preferenza. Ad esempio, Wordfast viene
usato da molti traduttori in alternativa a Trados; i file forniti in formato .ttx (Trados TagEditor)
possono essere elaborati in SDLX (mentre i file .itd di SDLX non possono essere elaborati in
Trados). Le memorie di traduzione possono essere facilmente trasferite da un CAT a un altro
tramite l’esportazione in formato .txt. Inoltre, si sta affermando il nuovo formato TMX (standard
aperto basato su XML) per lo scambio di memorie di traduzioni tra applicazioni diverse (ulteriori
informazioni su www.lisa.org/tmx).

Acquisizione di glossari cartacei (OCR) e fax
Molti traduttori dispongono di una mole impressionante di glossari cartacei. La mancanza di
tempo fa sì che spesso essi non vengano consultati e giacciano negletti e impolverati negli scaf-
fali di una libreria.
È uno spreco; occorre digitalizzarli con un OCR e uno scanner con ADF4.

4 Un ottimo scanner con ADF da 50 pagine è l'HP 5500.

Tuttavia la loro qualità non eccelsa (spesso sono fotocopie di fotocopie) fa sì che la precisione
del riconoscimento nei documenti così ottenuti (anche utilizzando la più recente versione di
FineReader) lasci a desiderare. Occorre pertanto un lungo lavoro manuale di correzione.

Programmi di dettatura
I programmi di dettatura rappresentano per il traduttore un ottimo strumento per aumentare la
propria produttività. La qualità dei risultati dipende dall’hardware (scheda audio e microfono), e
dal tempo che si dedica ad addestrare e migliorare il software di riconoscimento vocale.

I due programmi più diffusi sono IBM ViaVoice e Dragon NaturallySpeaking. Con quest’ultimo e
la configurazione hardware descritta di seguito, siamo riusciti a ottenere una precisione del
riconoscimento del 99,45% (11 parole sbagliate ogni 2000), mentre con una configurazione più
modesta (scheda audio del PC e microfono in dotazione con il pacchetto) si ottengono comun-
que risultati apprezzabili.

La fase di addestramento del programma al riconoscimento della propria voce è relativamente
breve ed è possibile integrare il dizionario del programma con termini nuovi via via che lo si
utilizza. Occorre però addestrare l’occhio a riconoscere gli errori più subdoli: il testo non
conterrà infatti gli errori di battitura classici facilmente individuabili da funzioni di controllo
ortografico, ma errori di assonanza (ad esempio, “allegato” potrebbe diventare “ha legato”). La
fase di revisione richiederà quindi un po’ più di tempo rispetto alla fase di revisione tradizionale,
ma i tempi di inserimento del testo possono essere ridotti a metà/un terzo rispetto ai tempi di
battitura.

Un programma di dettatura può essere usato insieme a un qualsiasi altro programma
(elaboratore testi, impaginatore, CAT, ecc.); è possibile inoltre acquisire il testo dettato tramite
un registratore digitale.

Configurazione raccomandata per ottenere risultati ottimali
PC: Pentium IV, almeno 1600 MHz (o processore equivalente), 1 GB di RAM
Scheda audio esterna Extigy5
Microfono: Sennheiser MD 431 Mark II
Andrea's pod.



Fatturazione e raccolta di dati statistici
Esistono programmi dedicati alla fatturazione (ad esempio Translation Office 3000). Tuttavia gli
amanti del fai da te possono tranquillamente utilizzare Excel per gestire progetti anche
complessi, emettere le relative fatture e raccogliere ed elaborare dati statistici significativi. Ecco
alcuni esempi:

a) Classificazione dei clienti in base alla loro redditività oraria
Tale parametro, ottenuto dividendo l’importo fatturato per le ore di lavoro, è ben più interessante
della tariffa. Si potrebbe scoprire che il nostro migliore cliente è quello che ci paga di meno.

b) Conversione da un sistema di misura a un altro (ad es.: da cartelle da 1500 caratteri spazi
inclusi per lingua di destinazione a parola per lingua di origine, da dollari a euro) .
Presuppone l’acquisizione del rapporto caratteri/parole per le proprie lingue (con la funzione
Conteggio parole di MS Word o con l’Analyse di Trados o l’analoga funzione di DejaVu),
l’inserimento del tasso di cambio euro/dollaro USA6 e l’uso di alcune semplici formule.


5 O una scheda audio di alta qualità e ben schermata dai disturbi. In un laptop di classe media (Aspire 1300XC) le
interferenze provocate dal motore del disco fisso vengono captate dalla scheda audio e interferiscono pesantemente
con il riconoscimento vocale.
6 Vedi: www.x-rates.com/d/USD/table.html

c) Stato di avanzamento e grafico con estrapolazione della data di consegna.
Un “ansiolitico” per la gestione di progetti grandi (v. Fig. 2).



Fig. 2. Stato di avanzamento di un progetto. Le funzioni di Excel consentono anche di
estrapolare la data di consegna.

Ricerche (Internet, CD, glossari, memorie e database terminologici)
Motori di ricerca
I motori di ricerca sono strumenti indispensabili al traduttore, per trovare informazioni di base su
determinati argomenti, glossari e documenti da usare come riferimento terminologico. Occorre
però saperli usare in modo oculato e saper riconoscere le fonti attendibili da quelle meno
attendibili. Per l’uso raffinato dei motori di ricerca si rimanda a “I motori di ricerca: istruzioni per
l’uso”, di Roberto Arcangeli e Francesca Marchei7.

Consultazione di dati terminologici su hard disk con programmi di ricerca
Chi traduce da anni dispone probabilmente sul disco fisso di gigabyte di glossari (suoi o
scaricati da Internet), memorie (TM) e database terminologici. Un formato adatto per la
consultazione delle TM è indubbiamente quello di testo di Trados (che tuttavia non consente di
marcare l'entry in base all'argomento e al cliente).

Indispensabile è un programma di ricerca. Tra quelli più diffusi basati su “grep” (Global Regular
Expression Print, cioè sulla ricerca di espressioni di testo) citiamo Funduc Search & Replace
(www.funduc.com), Aquila Software Examine32 (www.examine32.com) e InfoRapid Search &
Replace (www.inforapid.de/html/searchreplace.htm). Se si salvano i dati in apposite cartelle e

7 Articolo pubblicato nella newsletter Tradurre, gennaio 2001,
www.americantranslators.org/divisions/ILD/Tradurre_January_2001.pdf.


sottocartelle in base all’argomento, la ricerca può essere eseguita in modo mirato su una o
determinate cartelle/sottocartelle (argomenti) e quindi è molto più efficiente.
La velocità di ricerca dipende dalla quantità di dati da consultare. La ricerca con Search &
Replace, ad esempio, del termine “hardcopy” nei glossari Microsoft (file *.csv) richiede 30
secondi circa8. Se però si desidera effettuare una ricerca analoga estesa a 1 GB di glossari, il
tempo diventa inaccettabilmente lungo.

Conviene allora considerare l’uso di un software di ricerca basato sull’indicizzazione. La
differenza tra questo e un software di tipo “grep” può essere illustrata con un’analogia.
Supponiamo di voler cercare sulla rubrica telefonica il numero di telefono di Rossi Mario, via
Roma 235. Il software di tipo “grep” leggerà tutte le pagine, una per una, fino ad arrivare alla
pagina 1035, terza colonna, 23° rigo. Per contro, il software di ricerca basato sull’indicizzazione
“sa” già la posizione di questo abbonato nell’elenco, e ci va direttamente. Naturalmente ciò
presuppone che il software abbia già imparato le posizioni di tutte le voci dell’elenco. Questa
fase, ossia l’indicizzazione, è molto lunga, ma viene effettuata una sola volta (magari durante il
pranzo, o di notte), con successivi aggiornamenti ogni volta che si aggiungono nuove risorse.
Due soluzioni interessanti sono diskMETA (http://diskmeta.com/en/tech/) e X1 Search
(http://www.x1.com/products/), quest’ultima con funzione di aggiornamento automatico
dell’indice.

Per gli utenti di Acrobat, una funzione poco conosciuta ma molto valida che non richiede
software aggiuntivi è Catalog, per l’indicizzazione dei contenuti di file PDF e la successiva
ricerca basata su tali indici (praticamente immediata, rispetto alla ricerca tramite la normale
funzione di ricerca file per file). Per la conversione di file PDF con contenuto bitmap (testi
acquisiti da scanner, senza conversione OCR), Adobe Acrobat offre una propria funzione di
OCR (Paper Capture, come plug-in gratuito per Acrobat 5; comando “Acquisizione documento”
integrato in Acrobat 6) che consente di convertire il testo bitmap in testo ricercabile

Cura del sistema ...
Per ottimizzare le prestazioni dei vari applicativi e ridurre i rischi di alterazione di dati e errori di
sistema, è bene eseguire le seguenti operazioni e mantenere il proprio sistema sempre
pienamente efficiente.
1. Dotarsi di anti-virus e firewall, e mantenerli sempre aggiornati.
2. Aggiornare il sistema operativo e le applicazioni più usate con eventuali patch e service
pack (rilasciati in genere per correggerne difetti o migliorarne le prestazioni)
3. Deframmentare a intervalli regolari il disco fisso, tramite l’apposita utility di Windows o
utility specifiche (ad esempio, Symantec Norton Utilities).
4. Effettuare regolarmente un backup dell’intero sistema tramite soluzioni specifiche (ad
esempio, PowerQuest DriveImage o Norton Ghost9). L’immagine del sistema deve
naturalmente essere registrata su un disco o su una partizione diversa da quella del
sistema operativo. Conservare almeno due delle immagini più recenti e fare una copia
delle immagini su CD o DVD, su un'unità esterna o su un altro PC collegato in rete.
5. Fare regolarmente il backup della posta elettronica e di tutti i file di lavoro (fatture,
traduzioni, glossari, TM, ecc.) Una soluzione molto comoda è ad esempio l’uso di un
hard disk esterno con software per il backup incrementale, in tempo reale o a intervalli
prestabiliti (ad esempio, i dischi esterni IOmega sono forniti con Iomega Backup).
6. Aggiornare regolarmente il proprio sistema e le applicazioni più usate, in modo da poter
sempre rispondere alle esigenze dei clienti.


8 Tuttavia una seconda ricerca, fatta in sequenza, dura solo 10 secondi, perché i dati sono stati trasferiti dal disco
fisso alla RAM, più veloce.
9 Symantec, in seguito all’assorbimento di PowerQuest, ha soppresso per motivi commerciali DriveImage,
inglobandone le caratteristiche in Ghost.

Ripristino con Windows XP
Per gli utenti di Windows XP, è possibile ricorrere alla funzionalità di Ripristino di Windows XP
(analoga a GoBack di Symantec). Tuttavia essa ha, già sulla carta, un punto debole: come fare
se Windows non si avvia? DriveImage e Ghost in questo caso permettono di avviare comunque
il computer in ambiente DOS e ripristinare a partire da dischetto.

Backup di OE e della contabilità
Il ripristino con DriveImage o Ghost implica la perdita di tutti i messaggi e-mail ricevuti o inviati
nel periodo compreso tra la data di creazione dell’immagine e la data odierna (assumendo che il
programma di e-mail risieda in C:, la partizione attiva). Prima quindi di procedere a tale
ripristino, occorre effettuare un backup di OE, ad esempio con Cobian Backup.

... e cura della persona
Una delle conseguenze di Internet per la vita del traduttore consiste in un suo sempre maggiore
isolamento fisico. Il traduttore freelance in genere lavora da casa, mantiene contatti con i propri
clienti tramite e-mail o occasionalmente per telefono e raramente conosce di persona coloro
con cui collabora magari da diversi anni.
È molto importante quindi poter trovare degli ambienti e delle occasioni di scambio a livello
personale, che possono aiutare a bilanciare l’isolamento fisico del lavoro quotidiano e diventare
allo stesso tempo un valido strumento di crescita professionale.
L’appartenenza a mailing list di traduttori o specialistiche (come Langit o Biblit, per citarne solo
alcune) e/o a siti di comunità virtuali di traduttori (come www.proz.com) è molto importante sotto
questi punti di vista, come pure frequentare eventi quali raduni di traduttori, conferenze in campi
di interesse, o fiere specialistiche per il proprio settore di specializzazione.

Tendenze
(Ovvero: “Della diffusione della traduzione automatica e dei timori per la sopravvivenza
della nobile arte del traduttore”)

La traduzione automatica (Machine Translation; MT), i cui esordi risalgono alla fine degli anni
’80, è in realtà una pretraduzione, una sorta di materia grezza su cui il traduttore deve inter-
venire pesantemente. Come rilevato da Craciunescu et al.(3), il nome è fuorviante, perché allo
stadio attuale si tratta di uno strumento di dubbia utilità. Nei vent’anni trascorsi dalla nostra
prima esperienza diretta con soluzioni MT, le tecnologie e soluzioni di TM (Translation Memory)
si sono notevolmente evolute e diffuse, diventando strumenti indispensabili per il traduttore; le
soluzioni MT continuano invece a presentare limitazioni intrinseche10.

La differenza sostanziale tra la traduzione automatica e quella umana sta nel fatto che il (bravo)
traduttore umano cerca di comprendere il significato della frase e di traghettare tale significato
nella lingua di destinazione, anche con parole diverse e rimaneggiando la sintassi della frase.
Un software MT potrà mai farlo?

Alcuni CAT già adesso sono interfacciabili con software MT economico (Power Translator) o in
dotazione (come nel caso di SDLX Professional), che può essere usato come modulo di
pretraduzione.

Di recente ci è stata proposta, a tariffe di proofreading, la revisione di una traduzione automati-
ca. Tra le perle di questa traduzione c'era un “Mattone crudo PostScript”...


10
(4)
Da segnalare l’opinione discordante di Yves Champollion
.



Ciò detto, ecco due scenari “da incubo”.

Con l'avvento della MT, il traduttore diventa un proofreader/editor.

Il secondo è già attuale, perlomeno nel campo del software.

Il cliente analizza il documento e ne estrae le stringhe modificate rispetto alla versione
precedente del documento, inviandole al traduttore senza contesto di riferimento.

Anche l’avvento delle soluzioni di content management ha un impatto non trascurabile sul
lavoro del traduttore. Recentemente ci è capitato di tradurre una serie di paragrafi destinati ad
essere composti, a mo’ di mattoncini Lego, per produrre brochure, pagine Web, istruzioni per
l’imballaggio, ecc. In pratica ogni paragrafo era stato etichettato dal sistema del cliente per un
certo uso (titolo, didascalia, descrizione lunga, descrizione breve, elenco puntato, ecc.). I vari
documenti finali sarebbero stati poi assemblati richiamando automaticamente i diversi paragrafi
necessari. Per il traduttore, questo significa non poter vedere il lavoro completo (le frasi nel loro
contesto) ma lavorare solo su singoli componenti, utilizzando la propria logica e fantasia, se non
la sfera di cristallo, per immaginare i diversi modi in cui potrebbero essere concatenati e
garantire comunque coerenza di stile e fluidità del discorso.

Come con tutte le nuove tecnologie e metodologie di lavoro, occorrerà passare per una curva di
apprendimento; si potrà più facilmente individuare il modo migliore di usare determinate
soluzioni nel modo più rapido e indolore possibile se esiste un buon dialogo fra traduttore e
cliente, fondato sulla reciproca stima.

Argomenti esclusi
Per motivi di spazio rinunciamo a trattare altri argomenti importanti (Mac e Linux come ambienti
di lavoro, localizzazione di siti Web,...); gli argomenti trattati sono stati scelti sulla base della loro
presumibile utilità per la comunità di traduttori nel suo insieme, indipendentemente dalla loro
area di specializzazione.

Bibliografia
(1) Jost Zetzsche, Translator's Tool Box for the 21st Century - A Computer Primer for
Translators
- 2nd Edition
(2) Jost Zetzsche, Tool Kit - A newsletter for the language industry
(3) Olivia Craciunescu, Constanza Gerding-Salas, Susan Stringer-O'Keeffe, Machine
Translation and Computer-Assisted Translation: a New Way of Translating?
(http://www.accurapid.com/journal/29computers.htm)
(4) Yves Champollion, Machine translation (MT), and the future of the translation industry
Translation Journal, Vol. 5, N. 1, gennaio 2001 (http://accurapid.com/journal/15mt.htm)